Il gruppo MASCI Trapani 1° è dedicato a Carmelo Rallo, indimenticabile persona che, tra i primi, ha tracciato i sentieri dello Scautismo Trapanese. Tutti noi gli siamo grati.
Buona Strada Carmelo.
>>> Un ricordo di Carmelo

>>>Contributo del nostro Girolamo Marcantonio al Convegno Nazionale A.E.

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Diversi gli stimoli e gli spunti provenienti dalle relazioni, dalle testimonianze  e  dai vari interventi. In estrema sintesi,  possiamo  dire che in questo  primo  incontro nazionale   con   gli  AAEE  del  MASCI  è  fortemente  emersa  l’esigenza  di costruire percorsi di spiritualità e catechesi per gli adulti.

Una tale esigenza, avvertita tutt’ora anche in seno alla Chiesa italiana, era già viva nel MASCI come affermava qualche tempo fa Littorio Preziosi: “La vita scout, la spiritualità cristiana vissuta nello scoutismo è una sfida che non possiamo ignorare o sottovalutare, è il senso del nostro essere cristiani oggi, avendo vissuto e goduto la spiritualità che fiorisce nella e dalla esperienza scout”.

Perché ciò si realizzi ovvero “se vogliamo una spiritualità scout adulta del MASCI occorre attenzionare la preghiera personale e quella comunitaria senza separare la vita del MASCI dalla vita di ogni giorno” (come ha ribadito nel suo intervento finale Don Franco Compagnoni).

A tal proposito ci sembra utile ricordare talune affermazioni di B.P.: “Non c’è un lato religioso nel Movimento. L’insieme di esso è basato sulla religione. Mi è stato chiesto: Come c’entra la religione? La mia risposta è stata che la religione non ha da entrarci, perché è già dentro. Esso è il fattore fondamentale che pervade lo scoustimo e il guidiamo.” Ovvero, non può esserci frattura tra fede e vita. Se ciò accade riteniamo non essere all’interno della spiritualità scout e quindi cristiana.

Non può esistere uno sbilanciamento nelle comunità del MASCI. Soltanto tecnica o soltanto percorsi spirituali o soltanto servizio.

Urge riscoprire una spiritualità segno di contraddizione in un mondo secolarizzato e ora anche globalizzato,  una spiritualità come qualità di vita (cfr. intervento di Mons. Carlo Molari - Teologo) ma anche come opera/azione dello Spirito Santo (cfr. intervento di Mons. Arrigo – Vescovo di Ivrea) per non cadere nel rigore di in una religione moralistica o di una religione dei riti.

 

Interessante e puntuale l’intervento finale di Riccardo Della Rocca.

Dopo aver ascoltato attentamente sia le relazioni che i vari interventi degli AAEE presenti egli ha rimarcato l’esigenza di creare percorsi di spiritualità e di catechesi che dovranno necessariamente intrecciarsi con la vita dei vari gruppi MASCI, attenzionando sia i ritmi dell’Anno Liturgico sia le indicazioni della Chiesa (Italiana,  Diocesana, la Parrocchia).

Una catechesi, quindi, incarnata nella vita (storia), con i piedi a terra, ma con lo sguardo rivolto al Signore.

 

Per attuare ciò il MASCI è chiamato a ri-scoprire la spiritualità della strada. La strada, là dove, in modo particolare, vivono i laici adulti. Tutto ciò per essere: adulti di frontiera che evitano le prediche, rivolti invece verso i bisognosi per dire loro “vieni e camminiamo insieme”.

Icone di questo cammino sono: la bisaccia, la lanterna e la forcola del pellegrino.

 

Diacono Girolamo Marcantonio (AE MASCI - Diocesi di Trapani)

La risposta del Presidente Nazionale (Riccardo Della Rocca) e dell’Assistente Nazionale (p. Francesco Compagnoni).

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