>>> SEMEL SCOUT, SEMPER SCOUT ? Riflessioni di Franco Campo
Nell’estate del
” e B.P. avanzò l’idea che coloro che sono stati giovani esploratori e preparati ad affrontare la “strada” potessero rimanere all’interno del movimento scout dopo essersi inseriti nel tessuto sociale del proprio Paese.
Lord Baden Powell lanciò il famoso motto “semel scout, semper scout” - una volta scout, sempre scout - e rivolgendosi ai convenuti disse: “……voglio raccomandare alla vostra considerazione la questione di mantenere gli “Old Scout” a contatto con il movimento e i suoi ideali. Vi sono parecchi aspetti validi in questa IDEA e, per quanto posso giudicare, nessun inconveniente”.
Nell’aprile dello scorso anno alcuni “old scout” trapanesi hanno raccolto l’idea avanzata da B.P tanti anni prima ed hanno formato la 1^ comunità trapanese del movimento adulti scout cattolici italiani, dedicandola alla memoria di Carmelo Rallo.
In comunità sono entrati anche alcuni adulti che non hanno conosciuto lo scoutismo da giovani ed oggi questi adulti pronunceranno la loro Promessa
E’ un momento molto importante per la nostra comunità e per tutto lo scautismo trapanese, un momento che inevitabilmente riporta ognuno di noi indietro nel tempo, perché ognuno di noi fa memoria della Promessa che ha pronunciato tanti anni fa.
Ma non è questa la ragione unica e principale per la quale abbiamo pensato di condividere questo momento con tanti amici, vecchi scout e non.
Il MASCI ha fatto in questi anni una scelta precisa, che possiamo dire basata sul superamento della memoria.
In un articolo dedicato all’attualità dello scoutismo nel nostro mondo, Riccardo delle Rocca ha scritto: “La memoria è importante; serve ad animare il presente per costruire il futuro, guai a chi rinuncia alla memoria, significa tagliare le proprie radici, significa perdere gli elementi vitali e le ragioni stesse del proprio essere. Il rischio è quando
Prima di dar vita alla nostra comunità abbiamo riflettuto su questo e abbiamo condiviso due idee fondamentali:
- consapevoli di non avere ultimato il nostro percorso di crescita individuale, di non essere degli arrivati, abbiamo bisogno di una comunità che ci aiuti a proseguire il nostro cammino e pensiamo che i valori dello scoutismo costituiscano anche per noi un sentiero valido;
- la memoria dell’esperienza nello scoutismo giovanile ci rammenta sempre quali sono le nostre radici., ma non vogliamo essere un movimento di reduci e nostalgici.
E’ strascorso un anno dalla sottoscrizione del nostro atto costitutivo, qui a fondo Auteri, un anno nel quale, come dice il motto che ha ispirato le nostre iniziative, abbiamo lavorato per crescere da “Gruppo …..a Comunità”, per divenire da aggregato di soggetti legati dalla memoria di cosa si è stati a insieme di persone che riprendono un percorso sopito, ma mai effettivamente accantonato, e decidono ancora di rimettersi in strada, perché convinti che un impegno scout adulto è possibile, perché possiamo ancora fare qualcosa per lasciare il mondo un pò migliore di come lo abbiamo trovato.
Perché, in fondo, la scelta dello scout adulto è una scelta di non rassegnazione, ………. al mondo dei grandi fratelli, del vali per ciò che sembri, della globalizzazione, dell’esibizionismo sfrenato, dell’individualismo, del rifiuto dell’altro, della sopraffazione e della violenza, del consumare ad ogni costo, ed in un momento come quello attuale, segnato dalle difficoltà economiche di tante famiglie, dallo smarrimento da parte dei genitori del proprio ruolo, dall’aumento dei rischi ai quali sono esposti i nostri figli, questa scelta di non rassegnazione costituisce un risposta alla chiamata della speranza.
Abbiamo maturato, anzi, il convincimento che da adulti scout possiamo fare di più e meglio, perché possiamo spendere le nostre esperienze e le nostre competenze.
Se, quindi, chiedete alla gente del MASCI se lo scoutismo ha un senso da adulti, la risposta, maturata e non semplicemente frutto di un palpito emotivo, è che sì, certamente, i valori dello scautismo possono guidare anche la vita di un adulto.
E quando parliamo di “Valori dello Scoutismo”, facciamo riferimento a cose concrete, non a mere enunciazioni idealistiche: parliamo del considerare un onore il meritare la fiducia degli altri, consapevoli che questo merito si costruisce con il rifiuto dell’individualismo e dell’egoismo, con il servizio agli altri fatto sempre con il sorriso e la gioia, soprattutto quando maggiori sono le difficoltà, con uno stile di vita che abbia come punti di riferimento la lealtà, la cortesia, la amicizia, l’attenzione all’ambiente, l’essenzialità dei consumi, la capacità di ascoltare chi ha più esperienza o competenza di noi, il rifiuto di stereotipi elaborati dalla civiltà dei consumi per allontanarci da pensieri, parole e azioni di libertà e solidarietà e trasformarci in meri soggetti economici.
Se ci fate caso, sono le stesse cose concrete che sono state scritte tanti anni fa nella Legge Scout e che da giovani di siamo impegnati a vivere pronunciando
Oggi, quindi, se anche Voi pensate, o anche solo sperate, che i valori che sono stati fissati con tipica essenzialità scout nelle parole della Legge possano essere riferimenti concerti della Vostra vita, qualunque sia la strada che state percorrendo, rinnovate
B.P. era consapevole che l’impegno assunto con la promessa è assai gravoso, ma diceva “so di poter confidare che farete tutto ciò che vi sarà possibile per mantenere la vostra promessa Scout”.
Ad assumere questo impegno da adulti non c’è l’attenuante della inesperienza giovanile, per questo per un adulto le prime tre parole della Promessa hanno un valore particolare, quello che viene dalla consapevolezza che solo “Con l’Aiuto di Dio…” saremo in grado di essere testimoni autentici e coerenti dei valori dello scoutismo.
Ma ognuno di noi deve metterci anche il suo impegno personale, il suo “Meglio”.
Nel discorso rivolto agli scouts compì 83 anni Baden Powell disse:
< Nessuno può fare di più del proprio meglio.
Se uno mette in pratica questo principio per tutta la vita, quando poi, verso la fine di essa, guarda indietro – come farà in ogni caso – e considera l’uso che ne ha fatto, non avrà molti rimpianti per avere sciupato il suo tempo o mancato occasioni. Non avrà sulla coscienza la consapevolezza di una vita sprecata in piaceri egoistici, mentre avrebbe potuto usarla nel compito assai più soddisfacente di arrecare felicità agli altri. Pensataci, voi che non avete ancora passato gli 80 anni e fate del vostro meglio finchè siete ancora in tempo>.
Nel mondo di oggi, queste parole, espresse con disarmante semplicità, appaiono quasi rivoluzionarie, e sono rivolte anche ai noi adulti.
Pensiamoci !
. Franco Campo
- 14 Maggio 2009











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